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La Puglia vanta una gloriosa e secolare tradizione nel campo dell'artigianato: l'avvento delle macchine e delle tecnologie non ha "sbiadito" la bellezza delle cose fatte a casa, ed oggi, costituiscono un vero e proprio patrimonio per tutta la regione. Tra le più antiche e note arti pugliesi va ricordata quella della lavorazione della cartapesta (foto 1) . La produzione è tipicamente leccese ed è legata alle raffigurazioni sacre: Angeli, Santi, Madonne e presepi spalmati di cera o di gesso e arricchiti con vivacissimi colori rappresentano dei veri capolavori. Altre lavorazioni tipicamente pugliesi sono quelle del vimine, del giunco e delle erbe palustri. Ancora oggi i cestini di paglia, di canna e di giunco marino vengono utilizzati dalle massaie dei paesi per trasportare o conservare i prodotti della terra, per setacciare, per far asciugare la pasta fatta in casa. San Severo (FG), Cassano (BA), Alberobello (BA), Trani (BA) e Acquarica del Capo (LE) sono i principali centri per la produzione di cesti di vimini e di giunco. Ma la produzione artigianale più famosa in Puglia è senza dubbio quella dei vasi.

Le lavorazioni della terracotta e della ceramica risalgono al terzo millennio a.C., introdotte da popolazioni slave. Le prime terrecotte funzionali furono gli orci e i vasi, attribuibili agli Japigi, ed ancora oggi a Molfetta (BA) sono conservati dei resti. A questi fanno seguito le ceramiche a cotto di Ostuni (BR). Risalgono al primo millennio a.C. le ceramiche con decorazioni geometriche di stile cretese-miceneo, e l'influenza greca va sempre più aumentando anche grazie ai crescenti scambi commerciali. La produzione pugliese assume caratteri propri in epoca romana con la produzione di Egnatia che si caratterizza per la sovrapposizione di uno strato di smalto nero sul quale sono dipinte le decorazioni. Famosissimi i "vasi canosini" (di Canosa) per le raffigurazioni di divinità e meduse in tonalità rosa. I vasai hanno un'antichissima tradizione legata al cucco, una piccola brocca con un solo manico che serviva per versare l'acqua; acqua che veniva portata dalle donne che andavano alle fontane e che la raccoglievano nell'orcio, recipiente di terracotta a due manici, più comodo da sollevare e portare sulla testa. Altri tipi di vasi più grandi del cucco erano le fiasche, i minzani, le capase, le ciarle, i trimmuni, e i limmi, piccoli recipienti a uso sempre casalingo. Oggi la "capitale della ceramica" è Grottaglie (foto 2) . Molto noti sono anche i centri di Rutigliano, Corato, Manfredonia, Terlizzi , Torremaggiore, Serracapriola, San Pietro in Lama, Lecce, Cutrofiano e Ruffano.

In Puglia è anche fiorente l'arte del tessuto, del merletto e del ricamo. Surano (LE) vanta una antichissima tradizione, di origine saracena, nel campo della tessitura realizzata con la lana o con cotone grezzo. Altri centri importanti sono Francavilla Fontana, Carovigno, Maglie, Altamura e soprattutto Alberobello (BA), dove i turisti che visitano i trulli possono ammirare le donne che lavorano all'aperto sulla porta di casa. Galatina (LE) è famosa per il suo merletto soprannominato chiacchierino, prodotto dalle casalinghe nel tempo libero: spighe e conchiglie sono le figure preferite. Importante è anche l'artigianato del ferro e del rame.

Martina Franca è la "capitale del ferro battuto": ancora oggi si celebra l'eroica ribellione (che risale al 1600) del fabbro Capodiferro che piegò la dominazione dei Caracciolo. A Lecce, nel periodo barocco, i fabbri furono impegnati per la realizzazione di ringhiere, balaustre, scalinate… Attualmente gli artigiani del ferro battuto lavorano oltre che a Martina Franca e a Lecce, anche ad Andria, Canosa, Fasano, Rutigliano, Soleto, Foggia, Ostuni, Cerignola , Corato, Bari, Galatina, Carovigno, Ginosa , Trani e Monopoli. La produzione del rame sopravvive a Galatina, Andria, Fasano e Ruffano: località dove ancora oggi è possibile trovare pregevoli bracieri, pentole e boccali.

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