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Brindisi

Un po' di storia… 
Le colonne gemelle e la testa di cervo che si vedono sullo stemma civico non sono una bizzarria araldica: le colonne tuttora segnano il termine della via Appia romana, che qui giungeva allo scalo per le rotte del Mediterraneo orientale (ancora oggi si viene a Brindisi per i collegamenti con la Grecia); la testa di cervo in messapico brunda o brendon, allude insieme all'origine del nome e alla configurazione del luogo. L'Adriatico entra nell'intaglio di un fiordo, eccellente porto naturale nel sud della penisola, e si apre in due seni ad avvolgere la città, ora moderna di aspetto. Fu florido centro di comunicazioni marittime in età romana e al tempo dei Normanni; ma anche sullo scorcio del secolo XIX fino alla prima guerra mondiale, quando, aperto il canale di Suez, si veniva qui a imbarcarsi sulle navi valigia delle Indie.
Da visitare

Piazza del Duomo
La Chiesa che le dà il nome si presenta con una facciata settecentesca, ma è di fondazione romanica; lo ricorda, all'interno, il pavimento a mosaico (sec. XII) conservatosi attorno all'altare maggiore; il coro ligneo intarsiato è di fine '500. A destra del Duomo è il settecentesco Seminario, opposta al quale è la loggia Balsamo (sec XIV).

Museo archeologico provinciale "Francesco Ribezzo"
Con accesso attraverso le arcate gotiche del cosiddetto Portico dei Cavalieri Templari (sec. XIII), contiene materiale rinvenuto nel territorio brindisino. Dalla collezione De Leo provengono frammenti architettonici e capitelli, il calco della Colonna Traiana di Roma con l'antico porto di Brindisi, vasi apuli (sec. IV a.C.) , trozzelle messapiche (sec. IV - III a.C.) , ceramiche protocorinzie (sec. VI a.C.) e attiche a figure rosse (sec. V a.C.); statuette fittili (sec II-I a.C.). Il lapidario annovera iscrizioni greche e latine, nonché statue panneggiate di età romana. Alla Collezione Marzano si devono vasi attici e apuli a figure rosse (sec. V-IV a.C.), vasi di Gnathia, riconoscibili per la vernice nera cui sono sovrapposte decorazioni in bianco e giallo, i materiali provenienti dal complesso termale scoperto a Valesio e risalente a età imperiale. Ampia la sezione dedicata alla preistoria, con reperti dal Paleolitico all'età del Bronzo rinvenuti a Torre Guaceto, Francavilla Fontana , Apani , Torre Santa Sabina , Cellino San Marco. Ai recenti eccezionali ritrovamenti subacquei lungo la costa brindisina è dedicata la sezione dei bronzi dove frammenti enei di età imperiale si accompagnano a foto scattate nel corso della scoperta.

Colonne romane
Constano in realtà di una sola colonna (sec. I-II d.C.) , terminale della via Appia. I ruderi a fianco appartengono a un'altra colonna commemorativa, che oggi svetta in Piazza S. Oronzo a Lecce.

San Giovanni al Sepolcro
E' una costruzione romanica (sec. XI-XII) eretta dai Templari al ritorno dalla Terra Santa. Il portale, preceduto da protiro cuspidato retto da leoni stilofori, è ornato di rilievi; nell'interno, a pianta circolare un giro di otto colonne sostiene il tetto e delimita l'ambulacro esterno, dove, alle pareti, vi sono resti di affreschi trecenteschi. La vicina Chiesa di San Benedetto risale al 1090; della costruzione primitiva restano il massiccio campanile a trifore, il fianco ad arcature cieche e, nell'interno il grazioso chiostro con portico a quadrifore.

Chiesa di S. Maria del Casale
Edificio romanico - gotico della fine del '200. La facciata, dal rivestimento policromo, ha un portale con protiro pensile. L'interno ad una navata, è rivestito di affreschi del secolo XIV ancora bizantineggianti; notevole, sopra la parete di ingresso, il Giudizio Universale di Rinaldo da Taranto.

Il Castello svevo
Il primitivo nucleo con torri rettangolari fu fatto erigere da Federico II nel 1227; verso la fine del '400 l'ampliò Ferdinando I d'Aragona con l'erezione di un antemurale e di quattro torri cilindriche, e altre cinte murarie furono aggiunte sotto Carlo V nel 1550. Attualmente è sede del Comando della Marina Militare.

   
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