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San Pancrazio Salentino

Un po' di storia… 
Reperti archeologici, risalenti all' VIII secolo a. C., sono stati rinvenuti a circa tre chilometri dall'attuale centro abitato, nel sito denominato "li Castelli", di origine messapica; tale insediamento fu successivamente utilizzato dai Romani come avamposto per le truppe che si spostavano tra Brindisi e la costa ionica. Visibili intorno al paese appaiono i segni del passaggio dei monaci Basiliani, infatti vi sono grotte decorate con Santi e motivi greco- bizantini. Probabilmente, nei pressi di una piccola chiesa dedicata a S. Pancrazio martire, con l'aiuto dei monaci basiliani, si sviluppò lentamente, malgrado epidemie e devastazioni, il primo nucleo abitativo. Nel 1221, in seguito ad una epidemia di peste, l'arcivescovo Pellegrini per ripopolare il borgo, vi trasferì molti cittadini di Brindisi, esentandoli dal pagamento delle decime. Nel 1547 vi fu l'attacco di 100 corsari turchi , in seguito al quale il paese fu distrutto e gli abitanti deportati e venduti come schiavi. Nel 1838 S. Pancrazio ottenne una propria autonomia amministrativa.
Da visitare

Chiesa di S. Antonio da Padova
E' collocata nel centro storico del paese. Fu costruita nel XIII secolo e, intorno ad essa, pare si sia sviluppato l'attuale nucleo abitativo. Ha un' unica navata, con volta a botte. Sull'entrata laterale è presente una pittura murale che raffigura l'assalto e il saccheggio del paese da parte di cento corsari turchi nel 1547.

Chiesa Matrice
Dedicata ai Santi Francesco e Pancrazio martire, ha facciata neoclassica ed è a navata unica. All'incrocio del transetto, si innalza la cupola con lucernario. Statue in cartapesta arricchiscono il patrimonio artistico della chiesa: vi è un pregevole Cristo Risorto attribuito a Pietro Surgente, oltre a dipinti del XVII e XVIII secolo.

Santuario di S. Antonio alla Macchia
E' situato a circa tre chilometri dal paese, immerso nel verde di una rigogliosa pineta. La zona è caratterizzata da grotte utilizzate dai monaci Basiliani; in alcune di queste sono ancora visibili i segni e i simboli, incisi sulla roccia, della devozione religiosa di quei monaci. Il luogo è meta di numerosi pellegrini.

   
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