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Oria

Un po' di storia… 
Le origini si perdono a tal punto nella notte dei tempi, che lo stesso Erotodo parla di una colonia cretese la quale, naufragata a causa di una tempesta sulla costa dell'antica Japigia, fondò nel 1274 a.C. "Hyria" da allora la cittadina cominciò a crescere quanto a importanza, fino a diventare il vero capoluogo della Messapia e dimora dire japigi (l'antica acropoli sorgeva sulla cima del colle più alto). Come "municipium" romano ebbe la protezione di Cicerone; San Pietro - almeno così è riportato su una lamina di rame trovata nella chiesa di S. Domenico- la visitò dopo 11 anni dalla morte di Cristo, predicando al popolo oritano; all'epoca del governo dei longobardi risale invece la leggenda delle spoglie si S. Barsanofio (protettore della città rinvenute qui miracolosamente). Forte fu il segno lasciato su Oria da Federico II, che la ebbe cara e che vi fece costruire il Castello sull'altura dell'acropoli romana, mentre l'insediamento di una comunità ebraica vi favorì lo sviluppo dei campi letterario e scientifico. Passata in seguito agli angioini e agli aragonesi, fu nel '500 dei Borromeo, che la vendettero agli Imperiale.
Da visitare

Centro storico
Centro storico Il borgo antico conserva ancora l'impianto ellittico medioevale, con forti pendenze "scalate" da stradine strette che si intersecano. Gli accessi rimasti sono Porta Taranto, (detta anche degli Ebrei perché immetteva nel quartiere di quella comunità), e Porta Manfredi o di Lecce, pure settecentesca. Poco distante, la Chiesa di S. Francesco, che fu eretta nel XVI Sec. su un precedente insediamento luogo di culto di cui è rimasta la cripta, dove dall'878, riposano le reliquie di S. Barsanofio.

Cattedrale
La Cattedrale che dà nome all'omonima piazza, deve l'aspetto barocco alla ricostruzione seguita al violento terremoto: la cupola è rivestita all'esterno da maioliche policrome, mentre l'interno della chiesa, a croce latina, è decorato a encausto nel solco della tradizione romana e da una pinacoteca composta da tele di scuola napoletana.

Il Castello
Il Castello, che da piazza Cattedrale domina l'abitato, fu commissionato espressamente, nel 1227 da Federico II come "punta" del solido triangolo difensivo impostato da quell'imperatore sulle salentine Gallipoli e Otranto. A pianta triangolare-il vertice guarda a nord, la base è rivolta a sud- ha muraglie coronate da merli nella parte settentrionale e presenta tre torrioni nel lato meridionale: una torre quadrata, l'angioina torre del Cavaliere è la coeva torre del Salto, più alta e di forma circolare. Un altro torrione quadrangolare detto dello Sperone, è situato al vertice nord. Nell'angolo sud-est del cortile interno è la chiesa dei Ss Crisante e Daria, risalente al IX secolo (considerata probabilmente la prima Cattedrale della cittadina). Ai conti Martini-Carissimo, che ahanno riportato il fortilizio agli antichi fasti, appartiene l'omonima Collezione, allestita in alcuni ambienti: annovera armi, monete, statuette, bronzi,e altro materiale archeologico riveniente dalle vicine necropoli messapiche.

Santuario di S. Cosimo alla Macchia
Era in origine (IX secolo) una piccola chiesa basiliana.

Chiesa della Madonna di Gallano
Affrescata riunisce stilemi architettonici che dall'età paleocristiana arricano al Settecento.

   
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