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La geografia pugliese

L'articolata composizione di etnie e di culture che si sono succedute in Puglia Ŕ stata favorita dall'esposizione sul mare della regione, bagnata per circa 400 Km dall'Adriatico e dallo Ionio rivolto alla Grecia. Tuttavia, per tentare di dare un volto alla Puglia bisogna partire dalle quattro zone fondamentali di cui si compone: la Capitanata che ruota intorno al Gargano, la montagna che forma la nota sporgenza della penisola nel basso Adriatico; le Murge con la Terra di Bari, altipiani rocciosi e aridi ma ricchi di vita e di colori; il Salento, il cosiddetto Tallone d'Italia tutto intessuto di piccole alture sassose, allungate e parallele ( le Serre ) che non superano i 200 metri di quota; infine l'anfiteatro tarantino, caratterizzato da un grande golfo e segnato dalle ultime propaggini della Murgia ionica, con una cospicua varietÓ di ambienti e paesaggi. 19347 kmq per gran parte pianeggianti; poche acque; poco verde; territori a volte dolci a volte brulli e tormentati, o bianchi e immersi in una luce mediterranea abbagliante: questa Ŕ la Puglia. L'area originaria occupata dai Messapi (XII sec. a.C.) comprendeva l'attuale territorio delle Murge meridionali e del Salento.

Ambiente naturale

La Puglia, regione bene individuata geograficamente come poche, Ŕ stata descritta da molti geografi come una regione lunga e stretta, circondata dal mare e divisa dalla Basilicata dall'avvallamento del fiume Bradano, e dal Molise dal corso del fiume Fortore. E' una regione prevalentemente pianeggiante, che quasi per magia fa emergere una montagna ( il Gargano) , dalla morfologia brulla, selvaggia a volte ricoperta di folte e intricate foreste, a strapiombo su un mare che offre singolari insenature, anfratti e porti naturali. E' caratterizzata dalla mancanza di acque superficiali tanto che Orazio la definý siticolosa Apulia ; ma Ŕ comunque ricca di abbondanti acque sotterranee che determinano fenomeni carsici dalla spettacolare bellezza come inghiottitoi, doline (grandi voragini chiamate con termine locale puli ), gravine, grotte, depressioni e avvallamenti. Il paesaggio si articola in vasti panorami caratterizzati da terre rosse, da alberi centenari di dimensioni imponenti, di calcari affioranti, di letti torrentizi asciutti (lame) e di estese pianure coltivate. Originariamente la regione era ricoperta da una ricca e intricata vegetazione di alberi di querce in cui il famosissimo imperatore svevo Federico II, nel medioevo, trovava le condizioni favorevoli per la caccia con il falcone: in quel tempo erano presenti molte varietÓ di querce come ad esempio la vallonea, il fragno, il farnetto e la quercia spinosa con presenze di caprioli, cervi, cinghiali, lupi e altre specie animali oggi del tutto scomparsi. Di alcuni di essi (orsi, lupi e cervi) se ne conserva memoria negli stemmi di molte cittÓ. Dal punto di vista ambientale la Puglia pu˛ essere suddivisa in cinque zone ben definite e abbastanza diversificate: l'Appennino dauno, il Gargano, il Tavoliere, le Murge ed il Salento.

Appennino dauno
Frammento di Appennino costituito di dolci paesaggi collinari, denominato anche Capitanata. Questo termine deriva dal nome dei governatori bizantini (catapani) presenti in questo territorio fino al XII secolo. Le colline di questo territorio presentano anche tracce di boschi di querce e faggi, grandi distese verdi con fioriture primaverili con un clima sereno e temperato. Gli elementi dominanti di questo territorio sono il fiume Fortore (uno dei pochi della regione, lungo 100 Km) ed il monte Sambuco (m 981), intorno ad essi si evidenziano paesi arroccati sulle colline o disposti lungo il corso d'acqua.
Il Gargano
Il nome di questo promontorio deriva secondo alcuni da un termine mediterraneo che significa monte, anfratto o gola, secondo altri da un mitologico pastore, il dio Gargan. In questo territorio si possono osservare immagini di paesaggio montano intorno alle cime del Monte Calvo (1055 m), del Monte Spigno (1008 m) e del Monte Sacro (872 m) oltre a quelle di paesaggio marino con la costa che scende a strapiombo sul mare con effetti particolarmente belli ed emozionanti. Proprio nel Gargano Ŕ possibile osservare una grande ricchezza e varietÓ di panorami pugliesi, dal vasto altopiano carsico alle grotte interne di Montenero e costiere di Peschici e Vieste, dalle magnifiche foreste cantate da Lucano e Orazio agli ambienti lacustri di Lesina e Varano. L'estensione attuale della antica selva garganica Ŕ di circa 25000 ettari rispetto ai 200000 del medioevo, ma si segnala comunque come un'importante oasi verde nel complesso paesaggio boschivo italiano. La vegetazione garganica Ŕ costituita dal pino d'Aleppo, di origine greca, che cresce per lo pi¨ spontaneamente sviluppandosi dai pianori di media altezza (600-800 m) fino al mare; da piante latifoglie con i vari tipi di querce ed il faggio. Quest'ultima pianta raggiunge la massima espressione nella cosiddetta Foresta Umbra dove Ŕ possibile osservare imponenti esemplari alti 30 metri con 2 m di diametro.
Il Tavoliere
Questa estesa pianura (3000 Kmq) avente forma quadrata fu, in particolar modo nel medioevo, utilizzata come pascolo per il bestiame; solo di recente Ŕ stata trasformata in terreno coltivabile a cereali e vigneti. E' d'obbligo ricordare che l'imperatore Federico II dette inizio al disboscamento di una parte della foresta del Tavoliere per coltivarla a cereali, che poi venivano imbarcati nei porti di Manfredonia, Barletta, Trani e Bari per poi essere commercializzati nei paesi che si affacciavano sul Mediterraneo quali la Francia e la Spagna. Da sempre si Ŕ sottolineato l'aspetto di campagna priva di alberi del Tavoliere; oggi si nota l'assenza di animali al pascolo, eccetto pochi capi di bestiame che, per˛, sono ben lontani dall'offrire quel meraviglioso spettacolo che si poteva godere tempo addietro. Il Tavoliere fu luogo privilegiato dalle confinanti zone montuose del Molise, dell'Abruzzo e dell'Irpinia per far svernare le greggi. In Puglia, durante la stagione invernale, erano portate pi¨ di 130000 pecore, seguendo le vie del medioevo (i tratturi e i tratturelli), vere strade erbose che D'Annunzio descrisse come l'erbal fiume silente. Negli ultimi 50 anni l'aspetto di queste zone Ŕ radicalmente mutato: la riforma agraria ha determinato la sostituzione del vecchio latifondo con la piccola proprietÓ contadina, le distese dei pascoli sono state adibite a colture cerearicole e si nota l'assenza delle pecore. I riti, le greggi, i canti, gli scambi tra pianura e montagna costituiscono ormai solo un ricordo e solo in alcune zone del Tavoliere si possono rivivere sensazioni ed emozioni di un non molto lontano passato .
Le Murge
Situate al centro della Puglia , in territorio messapico, si presentano come un lungo altopiano arido e apparentemente sconfinato, con una vegetazione povera e rada eccetto qualche carrubo secolare e resti della selva antica e caratterizzate da uno sterminato tappeto di pietre affioranti. Questa estesa zona collinare, che non supera i 600 m di altitudine, congiunge il Tavoliere con il Salento ovvero nella Puglia meridionale in cui le sue ultime propaggini diradano bruscamente verso la costa ionica. Il nome, secondo alcuni, deriva dal latino murex, che significa sporgenza rocciosa ma di certo qui la pietra non si trova solo sotto la terra, ma emerge continuamente in modo differente: a blocchi, a scaglie, a pezzetti frantumati. Per effetto della bonifica dei terreni, le pietre da essi eliminate, sono state utilizzate per la costruzione delle cosiddette casedde simili ai nuraghi sardi, dei trulli con il tipico tetto conico e dei muretti a secco. Le Murge, caratterizzate dal paesaggio carsico originatosi da calcari cretacei, offrono spettacoli affascinanti: pur mancando corsi d'acqua, si possono notare grandi avvallamenti (puli) e scenografici burroni detti gravine lungo i quali sono abbarbicate case e chiese che testimoniano il bisogno di difesa e la grande devozione degli antichi abitanti di paesi quali Gravina in Puglia, Ginosa, Laterza, Massafra, Mottola e Castellaneta. La vegetazione caratterizzante le Murge Ŕ costituita da asfodeli, cardi turchini, cespugli di lentisco, di timo, a volte di corbezzoli che compongono la classica macchia mediterranea.
Il Salento
Questo territorio, situato nella parte estrema del sud della regione e conosciuto con il nome di Tacco d'Italia Ŕ bagnato su tre lati dal mare e dalla costa a volte alta e frastagliata , altre bassa e sabbiosa. Il paesaggio Ŕ punteggiato da tanti piccoli e grandi centri turistici quali Otranto, Gallipoli, Nard˛ e Lecce a cui si alternano le grandi distese di alberi di ulivo. E' proprio l'ulivo il vero protagonista di questo territorio fin da epoche remote, tanto che facilmente ci si imbatte in piante di centinaia di anni, aventi tronchi contorti e imponenti. Nel Salento la natura assume i toni magici della Puglia bianca, caratterizzata dalla presenza delle case imbiancate a calce. Le campagne si presentano fittamente abitate e non Ŕ difficile incontrare caverne rupestri trasformate dai Bizantini in luoghi di culto o masserie isolate e vecchie ville ottocentesche.

La costa ionica

Si estende da Marina di Leuca a Gallipoli e da questi a Taranto. Questo litorale caratterizzato da bacini salmastri, dune con macchie di rosmarino, ginepro, mirto, lentisco e ginestre offre scenari naturali di indubbio effetto in particolar modo nel periodo primaverile ed estivo. La costa presenta una bassa scogliera interposta a cale e spiagge dalla fine sabbia dorata cui fa da sfondo un mare limpido e dalle acque cristalline.